Scritto da 8:10 am Politica

Il Parlamento canadese chiede la sospensione delle esportazioni di armi a Israele

Il Parlamento del Canada ha recentemente approvato una mozione che sollecita il governo a interrompere le esportazioni di armi verso Israele. Questa decisione, promossa dal Nuovo Partito Democratico (NPD), ha ottenuto il via libera con 204 voti a favore e 117 contrari, vedendo il supporto dei partiti liberali, del Bloc Québécois e dei Verdi. Dall’8 gennaio, Ottawa ha messo in pausa tutti i trasferimenti di armamenti a Israele, citando l’impossibilità di assicurare l’uso conforme di tali esportazioni alle leggi canadesi, che vietano il trasferimento di armi potenzialmente usate per violazioni del diritto umanitario internazionale o atti di violenza.

di Davide Lettera

La ministra degli Esteri canadese Malanie Joly ha enfatizzato la severità del regime di permessi di esportazione canadese, ribadendo che i permessi concessi prima dell’8 gennaio resteranno validi, ma che il blocco sarà mantenuto finché non ci saranno garanzie di conformità con le normative nazionali. Questa mossa arriva in un periodo di critica internazionale verso Israele, con appelli a un cambio di direzione nelle politiche di guerra a Gaza.

Nonostante la divisione interna al Partito Liberale, con alcuni membri che hanno espresso dissenso votando contro la mozione, il Parlamento ha deciso di procedere con la richiesta di sospensione, escludendo i punti riguardanti il sostegno a un cessate il fuoco immediato e il riconoscimento dello Stato di Palestina, presenti nella proposta originale. Questo sviluppo segna un importante passo indietro nell’appoggio canadese a Israele, provocando reazioni contrastanti a livello internazionale, tra cui la dura condanna del ministro degli Esteri israeliano e l’approvazione del senatore americano Bernie Sanders.

L’azione del Canada riflette un allontanamento dell’opinione pubblica mondiale da Israele, evidenziando la crescita delle critiche verso le sue operazioni militari a Gaza, come riportato anche da Haaretz.

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Last modified: Marzo 23, 2024
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